martedì 7 marzo 2017

Zuppa di cavolo nero e ceci con speck croccante - ricordi toscani


Cucinare, l'ho già scritto, per me è un po' viaggiare.
La settimana scorsa presso un supermercato biologico a Montebelluna, ho trovato del freschissimo cavolo nero, nella nostra zona lo trovo raramente e appena l'ho visto non me lo sono fatto sfuggire.
Le ricette con il  meraviglioso vegetale dal colore verde scuro brillante, del quale adoro il sapore, mi riportano sempre  alla romantica Toscana.
Fra i  miei ricordi più "recenti" ci sono tre brevi viaggi indimenticabili. 
Il più lontano, la gita del quinto anno del corso di laurea in Scienze e Tecnologie Agrarie.
Ricordo la meravigliosa passeggiata fronte Tirreno, l'incontro con i butteri e i loro maestosi  cavalli maremmani, le serate nell'appartamento dell'agriturismo in Maremma,  a chiacchierare e a scherzare fino a notte fonda, degustando vini e prodotti tipici acquistati presso le aziende che abbiamo visitato.
Circa 3 anni dopo, ho frequentato  un master in  marketing dell'impresa vitivinicola a Conegliano, lì ho conosciuto una brillante ragazza dagli occhi azzurri. Io e ed Elisa siamo subito diventate amiche e, da responsabili studentesse, dove potevamo approfondire la formazione se non passando alcuni giorni a Montalcino?
Che pazze scatenate, cartina del territorio alla mano con indicate tutte le cantine, con la mia pimpante poletto abbiamo percorso le romantiche e polverose  strade bianche, ci siamo perse, abbiamo conosciuto produttori, visitato cantine storiche ed altre più moderne, degustato eccellenti rossi, cenato e pernottato in un paese emblema della  storia e della cultura del vino italiano.
E per finire un terzo viaggio più recente nel 2014 con Mauro, mio fratello e la sua dolcissima compagna Ilaria.  Un week-end lungo rilassante e godereccio, finalmente noi quattro insieme.
Tanti chilometri percorsi nella verdissima Valdarno superiore, così diversa da altri territori toscani ma altrettanto affascinante. Abbiamo soggiornato a Figline Valdarno in un albergo da favola medioevale, splendidamente ristrutturato: Villa Casagrande
A proposito di cibo tipico toscano, il primo giorno di tour a Consuma, su consiglio di un camionista (loro sanno sempre dove bisogna mangiare) siamo andati a fare merenda presso il Panificio e Pizzeria di M.Carletti e Daniele, lì abbiamo conosciuto il Sig.Carletti, un allegro 90enne, cavalieri del lavoro ed ancora attivo in bottega,  che ci ha conquistati, con la sua simpatia, i suoi racconti del passato e naturalmente  con la semplicità e bontà delle sue schiacciate all'olio farcite.
Dicono che le migliori  schiacciate siano proprio quelle di Consuma.
La solita prolissa che si fa prendere dai ricordi;) torniamo al cavolo nero.
Questa volta volevo preparare una zuppa speciale, e così come il cavolo nero mi riporta in Toscana, se penso alle ricette toscane penso a lei, alla mia amica e brillante food blogger Sara Sguerri e al suo blog Pixelicious.
Per questa mia ricetta sono stata ispirata da un suo gustoso Minestrone, aggiungendo  poi un po' del mio amato Trentino.
Spero non mi odierà;) per comodità ho usato i ceci decorticati (che non necessitano ammollo) , che avevo comprato per comodità per il mio piccolo.

Ingredienti per 4 persone
150 g di ceci secchi decorticati
2 rametti di rosmarino
2 spicchi d'aglio
1 scalogno
250 g di cavolo nero
olio extra vergine di oliva
pepe nero
sale
1 fetta di speck tagliata grossa
 
Sciacquate i ceci e cuoceteli in circa 2,5 litri acqua con il rosmarino e gli spicchi d'aglio,
per la cottura seguite i tempi indicati sulla confezione, nel nostro caso dal bollore  45 minuti.
Lavate le foglie di cavolo nero, togliete le coste più dure, e tagliateli a pezzetti.
Fate soffriggere lo scalogno in una pentola con alcuni cucchiai di olio, aggiungere il cavolo nero e fatelo rosolare.
Quando i ceci saranno ben cotti, scolateli, conservando l'acqua di cottura, togliete quindi  l'aglio e il rosmarino e divideteli a metà.
Con il passaverdura schiacciate metà dei ceci e ottenete una purea  e mettete gli da parte quelli interi.
Utilizzate l'acqua di cottura dei ceci per cuocere il cavolo nero per 40 minuti, aggiungete la purea di ceci.
Poco prima che il cavolo sia cotto, aggiungete i ceci lasciati interi e riportate a bollore, aggiungere sale e pepe a piacere.
Tagliate lo speck a cubetti e soffriggetelo in una padella con un filo d'olio.
Servite la zuppa calda con i cubetti di speck  e se desiderate aggiungete dei crostini di pane.


martedì 21 febbraio 2017

Gnocchi di patate e rape rosse con maggiorana e limone

Dieci giorni fa  sono andata a Jesolo dai miei con il piccolo, era da prima delle festività che non li vedevamo, un mese e mezzo...
Appena arrivati,  mentre scaricavo la macchina "fantozziana" piena di qualsiasi cosa possa servire ad un bimbo di 7 mesi (come se fossimo andatati in un paese dimenticato da Dio), mia mamma ha detto a Mark che aveva appena preso in braccio: "Sai che hai proprio una brava mamma"?
Non so se voleva  che sentissi,  ma quelle poche e dolci parole mi hanno fatto commuovere, fino a quel momento non sapevo nemmeno io di averne tanto bisogno.
Perché  se essere una brava mamma è difficile, capire se stai facendo bene è impossibile soprattutto durante i primi mesi,  fa veramente bene al cuore sentirselo dire ogni tanto, anche se chi te lo dice è  sinceramente di parte, come solo una mamma sa essere.
Mia mamma, avendo avuto un attività in proprio con mio padre,  ha sempre lavorato moltissimo e  quando eravamo bimbi aveva pochissimo tempo  per stare con noi.
Ho pochi ricordi della mia infanzia in cucina con lei, in uno di questi abbiamo preparato insieme degli gnocchi di patate e li abbiamo poi  conditi con un delizioso sugo d'anatra.
Ora che è in pensione è un ottima e velocissima cuoca, riesce in meno di un'ora a preparare un pranzo delizioso per 8 persone anche con pochissimi ingredienti.
La sua porta è sempre aperta a figli e famiglie a seguito, anche all'ultimo minuto e senza tanti preavvisi e formalità. Le sue lasagne e il suo ragù di carne rimangono ancora adesso ineguagliabili.
Credo non si sia mai scritta una ricetta, lei in cucina, come nella vita, è memoria, istinto e passione.
Pur avendo scoperto tardi il mio amore per la cucina, preparo gli gnocchi tradizionali da sempre,
forse proprio grazie a quel dolce  ricordo d'infanzia.
Sabato avevo delle patate da finire ed delle rape rosse in frigorifero e, dopo una breve ricerca on-line, ho trovato questa ricetta dettagliata nel blog il Cuore in Pentola
Appena ho amalgamato gli ingredienti,  sono rimasta stupita dalla consistenza perfetta e dal meraviglioso color porpora intenso, sono contenta di non aver fatto delle variazioni importanti a questa ricetta.
Ho deciso di abbinare questo primo piatto con un condimento leggerissimo a crudo per non coprire il sapore particolare e tutto nuovo di questi gnocchi, ecco la ricetta:

Ingredienti per 4 persone
1 kg di patate
140 g di rape rosse bollite
340 g di farina circa
sale qb
 noce moscata qb
 
2/3  rametti di maggiorana
1 limone biologico
olio extravergine d'oliva qb
Trentingrana qb

Lavate le patate, mettetele in una pentola con acqua fredda.
Portate ad ebollizione e lasciate cuocere circa 30/40 minuti (dipende molto dal calibro delle patate).
Lasciate da parte un cucchiaio d'acqua cottura.
Appena cotte, scolatele, pelatele e passatele con uno schiaccia patate ancora calde.
Tagliate le rape a pezzetti, io ho utilizzato quelle sottovuoto precotte, e mettetele in un mixer con un cucchiaio di acqua di cottura delle patate fino ad ottenere una purea.
Unite le patate alle rape, aggiungete la farina,  quindi il sale e un pizzico di noce moscata.
La quantità di farina indicata è relativa e dipende dall'umidità delle rape.
Impastate con energia a mano fino ad ottenere un composto omogeneo e asciutto.
Prendete una parte dell'impasto e formate dei filoncini di circa 2 cm di diametro.
Tagliate a pezzettini e disponeteli su un vassoio infarinata, per evitare che si attacchino.
Lasciateli riposare per 30 minuti circa.
Cucinate in abbondate acqua salata per un alcuni minuti.
Scolate ed impiattate.
Aggiungete alcune foglioline di maggiorana spezzettate con le mani, un goccio d'olio e una grattugiata di buccia di limone.
Se come mio marito non potete rinunciare al formaggio, aggiungete delle scaglie d'eccellente Trentingrana.



lunedì 16 gennaio 2017

Cubotti di cioccolato fondente con frutta secca


"CIOCCOLATINI" di Joëlle Néderlants è una libro che mi è stato regalato a Natale due anni fa'...
Da moltissimo tempo desidero quindi realizzare e pubblicare una ricetta tratta da questo libro,  finalmente sabato mattina ci sono riuscita, ho scelto forse la ricetta più semplice ma non per questo meno deliziosa, la consistenza sorprende perché al taglio il cioccolato è più morbido di una tavoletta e per questo ancora più goloso.
Non sono necessari stampi particolari per cioccolatini, è sufficiente una piccola teglia (io ho utilizzato uno stampo da plumkcake da cm 25) ed un po' di pazienza in quanto bisogna attendere che il cioccolato si solidifichi. Ho fatto qualche leggera variazione alla ricetta originale, diminuendo il latte condensato ed eliminando le scaglie di fleur de sel che non avevo. Per quanto riguarda la frutta secca potete utilizzare quella che preferite, per esempio anche solo con nocciole e pistacchi.